In pieno clima natalizio, tragedie animali scuotono la comunità di Caserta: storie di abbandono e maltrattamento che feriscono il cuore. #Caserta #Animali #Protezione
Immaginate il trambusto delle festività, con le strade illuminate e le famiglie riunite, quando all’improvviso, in un angolo remoto del comprensorio matesino, i Carabinieri Forestali si trovano di fronte a scene che ricordano quanto possa essere fragile il legame tra umani e animali. Durante le vacanze di Natale, due interventi drammatici hanno portato alla luce il lato oscuro dell’abbandono e del maltrattamento, coinvolgendo i servizi veterinari dell’Azienda Sanitaria Locale per salvare vite e assicurare i responsabili.
Partiamo dal primo episodio, un avvenimento che ha toccato il piccolo comune di Ailano, dove la segnalazione di cittadini preoccupati ha guidato una pattuglia del Nucleo Forestale di San Gregorio Matese verso una baracca improvvisata, fatta di materiali di scarto e nascosta tra le pieghe di un paesaggio rurale. Lì, tra spunzoni di ferro pericolosi e un’aria pesante di trascuratezza, i militari hanno scoperto due cani già senza vita, le loro carcasse in uno stadio avanzato di decomposizione con segni che parlavano di disperazione estrema – forse persino di cannibalismo, un dettaglio che porta con sé un’eco di solitudine straziante.
Gli animali deceduti sono stati immediatamente sequestrati e affidati all’Istituto Zooprofilattico di Portici per indagare sulle cause di una fine così crudele, mentre nel cortile dietro l’abitazione, altri tre cani lottavano per la sopravvivenza in condizioni di denutrizione evidente, senza acqua, cibo o un briciolo di igiene. Tra loro, una femmina legata a una catena con il suo cucciolo di appena 45 giorni, entrambi privi di cure basiliche e di microchip per identificarli. Questo quadro desolante, che ha visto gli animali posti sotto sequestro sanitario e affidati a una struttura specializzata della Regione Campania, non fa che riflettere su quanto il nostro contesto rurale, spesso idilliaco, possa mascherare vulnerabilità sociali profonde. Il proprietario, denunciato per maltrattamento e uccisione di animali secondo il codice penale, ci ricorda che ogni atto di negligenza ha un impatto reale sulla comunità, erodendo il senso di responsabilità condivisa.
Poi, spostiamoci ad Alife, in una località agricola come “Via Vado Largo”, dove il secondo intervento ha portato con sé un mix di tensione e urgenza. Qui, il Nucleo Carabinieri Forestale di Alife, supportato dall’Unità Operativa Veterinaria Equidi e Randagismo dell’ASL di Caserta e da esperti in teleanestesia, ha affrontato un grosso cane di razza Rottweiler o simile, diventato una minaccia per un anziano che viveva isolato in una casa di campagna. L’animale, aggressivo e privo di microchip, presidiava l’abitazione con un’intensità che parlava di paura e abbandono, costringendo i soccorritori a un’operazione delicata per sedarlo e trasferirlo in un canile sanitario. In momenti come questi, si percepisce l’equilibrio precario tra uomo e natura nel nostro territorio, dove un singolo animale in difficoltà può alterare la quotidianità di chi è già vulnerabile.
Questi episodi, accaduti in un periodo che dovrebbe essere di gioia e unione, invitano tutti noi a riflettere su come le piccole azioni quotidiane possano fare la differenza per gli esseri viventi intorno a noi, rafforzando il tessuto sociale della nostra comunità casertana e ricordandoci che il benessere degli animali è intrecciato con il nostro.