Allo stadio Maradona di Napoli, il 2025 si chiude con 103 denunce per disordini che hanno attivato il Daspo: un anno di tensioni tra passione e ordine pubblico. #NapoliCalcio #StadiSicuri
Immaginate l’eccitazione che pervade le strade di Napoli ogni volta che la SSC Napoli scende in campo allo stadio Diego Armando Maradona: una folla di tifosi, con i colori azzurri che sventolano al vento, mescolati a canti appassionati e un brulicare di energia. Ma dietro questo scenario vibrante, il 2025 ha rivelato un volto più problematico, con la Questura di Napoli impegnata in un anno di interventi instancabili per mantenere l’ordine durante le competizioni nazionali e internazionali.
In questa cornice urbana, dove il calcio è un collante sociale per la comunità partenopea, le forze dell’ordine hanno documentato 103 denunce che hanno innescato il procedimento per il Daspo, il divieto di accesso agli eventi sportivi. Queste segnalano comportamenti che turbano l’equilibrio tra divertimento e sicurezza, come 29 casi di scavalcamento dei divisori tra i settori, forse spinti da un eccesso di entusiasmo, o 34 incidenti legati ad accensioni e lanci di fumogeni, che trasformano una festa in un rischio imprevisto. Non mancano storie più preoccupanti, come 6 denunce per possesso di artifizi pirotecnici vietati, 15 per detenzione di oggetti pericolosi come coltelli e tirapugni, e 10 per resistenza a pubblico ufficiale, ricordandoci quanto il confine tra tifo e aggressività possa essere sottile.
Tra questi, spicca un unico arresto per resistenza a pubblico ufficiale associata a danneggiamento di beni pubblici, un episodio che evidenzia come l’impegno delle autorità vada oltre il semplice controllo, puntando a proteggere il patrimonio condiviso. Fuori dal perimetro dello stadio, l’impatto si estende alla vita quotidiana: 407 sanzioni amministrative sono state elevate, tra cui 108 per violazioni del regolamento d’uso dell’impianto, 158 per detenzione di sostanze stupefacenti a uso personale, e 141 per attività abusive di parcheggiatore, alcune delle quali ripetute, riflettendo le sfide di un contesto urbano dove lo stadio influenza l’intero quartiere.
Nei dintorni del Maradona, il quadro si completa con 2.334 violazioni al Codice della Strada, che hanno portato al sequestro di 1.872 veicoli, oltre a interventi contro la vendita non autorizzata di bibite e gadget, culminati nella chiusura di un’attività commerciale irregolare. È un ritratto che cattura l’atmosfera di una città vivace, ma anche vulnerabile, dove questi sforzi della Questura mirano a preservare non solo l’ordine, ma il senso di comunità tra i tifosi, napoletani e ospiti, che meritano un’esperienza serena.
In un anno che ha visto complessivamente 321 Daspo emessi in ambito sportivo, questo bilancio racconta di una lotta costante contro il degrado, senza grossi scoppi di violenza di massa, ma con un monito gentile: il calcio dovrebbe unire, non dividere. Le autorità promettono di continuare su questa strada, offrendo una riflessione su come, nel cuore di Napoli, ogni partita possa essere un’opportunità per rafforzare i legami sociali, anziché esporli a rischi inutili.