La terra sussulta nei Campi Flegrei: un’altra mattina di inquietudine a Pozzuoli #TerremotiItalia #CampiFlegrei
Immaginatevi l’alba che si affaccia su Pozzuoli, con le strade ancora assonnate e il rumore familiare del traffico che piano si risveglia tra le case colorate che guardano verso il Golfo. Proprio in questo contesto quotidiano, all’improvviso, la terra ha deciso di ricordare la sua natura vulcanica. Lunedì 15 dicembre, intorno alle 7:47 del mattino, una scossa di magnitudo 1.9 ha fatto vibrare l’area del Monte Cigliano, nel cuore del comune puteolano, a una profondità di soli 3 chilometri – un evento che, per chi vive qui, evoca sempre un misto di familiarità e sottile apprensione.
Quattro minuti più tardi, alle 7:51, un secondo tremore, più lieve con magnitudo 1.1, ha echeggiato vicino alla base dell’Aeronautica Militare, rafforzando quel senso di attività sotterranea che i Campi Flegrei custodiscono da secoli. Questi sciami sismici, parte del noto fenomeno del bradisisma, non sono una novità in questa regione, una delle più sorvegliate al mondo grazie agli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. È come se la terra stesse raccontando una storia antica, con sussurri che ricordano alla comunità locale quanto sia intrecciata la loro vita con questa geologia dinamica – un legame che, per molti, ispira una riflessione sul vivere in armonia con la natura, senza lasciarsi sopraffare dalla paura.
Fortunatamente, non ci sono state conseguenze gravi: nessuna segnalazione di danni a persone o edifici, e la routine quotidiana ha ripreso il suo corso senza interruzioni significative. Le autorità e gli esperti continuano a monitorare ogni movimento in tempo reale, un impegno che sottolinea quanto la scienza sia un’alleata preziosa per queste comunità resilienti. In fondo, eventi come questi invitano tutti noi a pensare alla fragilità del nostro territorio, ricordandoci che, in un mondo in costante movimento, la vigilance è il miglior modo per affrontare l’ignoto.