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Cronaca

In Campobasso, indagini su una tragedia svelano sequestro di farina e cereali nelle case delle vittime, con ipotesi di veleno per topi in gioco

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In Campobasso, indagini su una tragedia svelano sequestro di farina e cereali nelle case delle vittime, con ipotesi di veleno per topi in gioco

Tragedia in un piccolo borgo molisano: la vita quotidiana sconvolta da un sospetto avvelenamento, #Campobasso #SicurezzaAlimentaria

Nelle vie silenziose di Pietracatella, un piccolo paese incastonato tra le colline del Molise, l’aria di festa natalizia si è trasformata in un incubo per la famiglia Di Vita. Immaginate una casa familiare, piena di caldi ricordi e pranzi condivisi, ora sigillata e avvolta nel silenzio delle indagini: qui, gli agenti della Squadra Mobile hanno sequestrato farina e cereali, esplorando le cause di una tragedia che ha strappato una donna di 50 anni e la sua giovane figlia di 15 anni alla loro comunità, in un caso di sospetta intossicazione alimentare che ha lasciato tutti senza parole.

Il contesto urbano di questa zona rurale, dove la vita scorre al ritmo delle stagioni e dei raccolti locali, rende ancora più palpabile l’impatto di eventi come questo: famiglie che si affidano a fornitori vicini per il cibo quotidiano si trovano ora a interrogarsi sulla sicurezza di ciò che mettono in tavola. Gli ispettori dell’Ufficio Igiene e Prevenzione sono intervenuti con precisione, prelevando i prodotti cerealicoli per analisi approfondite, tra cui la possibilità di contaminazioni accidentali.

Tutte le tracce portano a una pista inquietante: un mulino locale, coinvolto in una disinfestazione mesi fa, potrebbe aver giocato un ruolo in questo dramma. “Si tratta di una delle ipotesi esplorative, senza riscontri definitivi”, spiegano fonti investigative, ricordandoci come anche le routine più comuni possano nascondere rischi invisibili. Le verifiche si estendono a ogni angolo della dispensa e del frigo, inclusi gli avanzi dei pasti delle feste, mentre sul fronte sanitario, l’ASReM continua a indagare, escludendo per ora una diagnosi chiara e considerando cause che vanno oltre il cibo, come esposizioni chimiche o ambientali.

Per comprendere appieno questa vicenda, esperti da istituzioni prestigiose – dal Centro Antiveleni del Cardarelli di Napoli all’Istituto Spallanzani di Roma e al Policlinico Gemelli – sono stati coinvolti nei test su potenziali avvelenamenti fungini. È una rete di collaborazione che sottolinea quanto queste indagini tocchino il tessuto sociale di una comunità intera, dove ogni perdita risuona come un monito su fragilità condivise.

In attesa dei risultati delle autopsie fissate per domani, 31 dicembre, questo caso invita a una riflessione: in un’era in cui i legami con il territorio sono preziosi, eventi del genere ci ricordano l’importanza di vigilare sulla salute pubblica, per proteggere non solo le famiglie colpite, ma l’intero equilibrio di luoghi come Pietracatella.

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