A Napoli, via Terracina vede un nuovo dramma: un ubriaco contromano sconvolge la vita di un ragazzo sullo scooter

Un incubo sulle strade di Napoli: un ubriaco alla guida travolge un ragazzo in scooter, rievocando tragedie passate. #SicurezzaStradale #Napoli

Immaginate una sera qualunque a Fuorigrotta, quel quartiere vivace di Napoli dove le vie brulicano di vita quotidiana, tra scooter che sfrecciano e auto che si intrecciano nel traffico caotico. Qui, in via Terracina, l’atmosfera si è improvvisamente trasformata in un dramma, quando un automobilista sotto l’effetto dell’alcol ha perso il controllo durante un sorpasso spericolato, invadendo la corsia opposta e travolgendo un giovane su uno scooter. È un evento che non fa solo notizia, ma risveglia il dolore di una comunità già segnata da simili tragedie, ricordandoci quanto le nostre strade possano essere imprevedibili e pericolose.

Questo incidente non è isolato; porta alla mente l’orrore di due anni fa, quando Francesco Altamura e Lucia Morra, una giovane coppia, persero la vita sulla stessa strada per colpa di un conducente ubriaco e sotto l’effetto di droghe. Una ferita che la comunità non ha mai davvero rimarginato, soprattutto ora che la Corte d’Appello ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per il responsabile. In momenti come questi, ci si chiede se le lezioni del passato siano sufficienti a prevenire nuovi lutti, o se la sicurezza stradale resti un miraggio in un contesto urbano come quello napoletano, dove il movimento frenetico della città si scontra con le fragilità umane.

Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, e Rosario Pugliese, membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, hanno denunciato l’accaduto, riflettendo su una realtà allarmate. “Siamo davanti a uno sterminio silenzioso sulle strade, con la Campania epicentro della tragedia”, affermano. “I dati nazionali mostrano un aumento degli incidenti, ma in regione l’incremento è del +6,2%, e solo a Napoli del +7,9% nel 2024. Numeri che certificano il fallimento delle politiche attuali”. Le loro parole non sono solo un grido d’allarme, bensì un invito a considerare come questi numeri rappresentino vite reali, famiglie spezzate e una società che fatica a proteggere i suoi cittadini.

Borrelli critica apertamente la recente riforma del Codice della Strada, promossa dal ministro Matteo Salvini, vedendovi una ricetta per il disastro. “Questo ennesimo dramma è la conseguenza diretta di un Codice che non frena i pirati della strada, ma sembra quasi incentivarli. Permettere ai neopatentati di guidare potenti auto da corsa trasforma le strade in potenziali camere mortali”. È una riflessione che invita a ponderare le scelte politiche: in una città densa e pulsante come Napoli, dove ogni angolo racconta storie di quotidianità, è davvero possibile ignorare come certe norme possano esacerbare i rischi?

Per affrontare la situazione, Borrelli propone misure concrete e immediate: “Basta indugi: limite di velocità a 30 km/h nei centri urbani, subito. È l’unica misura efficace, affiancata da dossi, strisce pedonali rialzate e controlli nei punti critici. In una provincia densamente popolata come Napoli, meglio procedere a passo d’uomo che sfrecciare verso la morte”. È un appello che riecheggia la necessità di un cambiamento, sottolineando come la sicurezza non sia solo una questione di regole, ma di rispetto per la vita collettiva in un territorio che merita di più.

Infine, Borrelli si rivolge al Governo con urgenza: “Le strade di Napoli e della Campania non possono più essere un teatro di catastrofi. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta”. In un mondo dove ogni incidente è un promemoria delle nostre vulnerabilità, questo episodio ci lascia a riflettere su come, nel cuore di comunità vibranti come quella napoletana, ogni passo verso la cautela possa fare la differenza per il domani.

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