Nel cuore di Napoli, la caccia al latitante si conclude tra le antiche barche del Borgo Marinari. #Napoli #Giustizia
Immaginate la scena: il sole che tramonta dietro Castel dell’Ovo, illuminando le onde calme del porto, mentre un uomo, stanco e braccato, cerca rifugio tra le imbarcazioni di un borgo che da secoli racconta storie di mare e mistero. Proprio qui, lontano dai grigi palazzoni di Scampia dove tutto era iniziato, si è chiusa la sua breve evasione, iniziata quasi un mese fa.
I Carabinieri della Stazione di Scampia, dopo un’intensa caccia coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno messo fine alla latitanza di quest’uomo – le cui generalità restano riservate – ricercato dallo scorso 2 dicembre per un’ordinanza di custodia cautelare legata a detenzione e spaccio di stupefacenti. È stata un’operazione meticolosa, dove l’osservazione tradizionale si è unita a moderne intercettazioni, tracciando i suoi passi attraverso la città, dai margini periferici al fascino marinaro del centro.
Nel Borgo Marinari, con il suo mix di storia e vita quotidiana che attira pescatori e turisti, l’uomo aveva scelto una barca come nascondiglio, forse illudendosi che il movimento delle onde potesse coprire le sue tracce meglio delle strade affollate. Ma il blitz è scattato al momento giusto: mentre scendeva dal molo per fuggire su un’auto in attesa, i militari lo hanno circondato, arrestando anche un uomo e una donna che erano con lui, complici nei suoi spostamenti. Questo episodio evidenzia come, in una città come Napoli, i legami sociali possano sia rafforzare la comunità sia complicare la lotta al crimine.
Riflettendo su eventi come questo, ci si chiede come storie di evasione e giustizia tocchino il tessuto urbano, ricordandoci che ogni arresto non è solo una vittoria per le forze dell’ordine, ma un passo verso la sicurezza di chi vive questi quartieri vibranti.