A Napoli, il miracolo di San Gennaro si ripete: il sangue liquefa alle 9:13 nella Cappella del Tesoro, rafforzando la fede locale

A Napoli, il miracolo di San Gennaro si ripete: il sangue liquefa alle 9:13 nella Cappella del Tesoro, rafforzando la fede locale

A Napoli, il miracolo di San Gennaro torna a incantare i fedeli, unendo fede e tradizione in un abbraccio collettivo. #SanGennaro #Napoli

Immaginatevi immersi nell’antica atmosfera della Cappella del Tesoro nel Duomo di Napoli, dove l’aria è carica di attesa e bisbigli di preghiera: è qui che, anche quest’anno, il miracolo di San Gennaro si è manifestato, sciogliendo il sangue custodito nelle ampolle e accendendo un’onda di emozione tra i fedeli riuniti per celebrare la Festa del Patrocinio. Le luci tremolanti delle candele e il mormorio della folla creano un legame palpabile tra passato e presente, sottolineando quanto questo momento sia radicato nel tessuto urbano della città, un pilastro di identità per una comunità che vive di storie antiche e di speranza quotidiana.

Proprio al termine della cerimonia, l’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, ha annunciato la liquefazione, un gesto che ha scatenato applausi e lacrime, riflettendo l’eterno fascino di un evento che va oltre il mero rituale. Si tratta del terzo prodigio del 2025, dopo quelli di maggio e del 19 settembre, il giorno dedicato al santo patrono, e questa ricorrenza di dicembre – spesso chiamata il miracolo laico – assume un significato unico, celebrata non sull’altare maggiore ma in questo scrigno di tesori, sotto l’egida della Deputazione di San Gennaro.

Organizzata da questo storico organismo rappresentativo della città, la cerimonia vede il sindaco di Napoli alla guida, con il compito di proteggere le reliquie e il patrimonio inestimabile del Tesoro: un intreccio di fede e identità civica che, in un’epoca di cambiamenti rapidi, ricorda quanto il legame con San Gennaro sia un’ancora per i napoletani, forgiando un senso di comunità che si rinnova generazione dopo generazione. È quasi una riflessione spontanea, questa, su come tradizioni del genere non siano solo riti, ma fili invisibili che tengono unita la trama sociale di una metropoli vibrante e resiliente.

In fondo, eventi come questo ci invitano a pensare al ruolo delle usanze locali nel plasmare l’anima di un luogo, rafforzando il legame tra i cittadini e la loro eredità, e lasciando aperta la porta a nuove storie di fede e appartenenza che continuano a evolversi nel cuore di Napoli.

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