Cronaca
Stalking ad imprenditori locali: la piaga di Portico che sconvolge Caserta
Portico di Caserta è scossa da una storia che trasforma la fiducia in incubo. Al centro della vicenda c’è Gerardo Ciavattone, un 46enne accusato di stalking nei confronti di due imprenditori locali, N.M. e N.P. La situazione è così tesa che un ufficiale delle forze dell’ordine, parlando sotto anonimato, ha rivelato: “La paura è palpabile, non solo tra le vittime ma in tutta la comunità”.
Tutto ha avuto inizio con un gesto di aiuto, un’offerta che ha ben presto preso una piega inquietante. N.P. aveva accolto Ciavattone in casa, un’iniziativa nobile che si è trasformata in una spirale di vessazioni quando i figli del primo hanno deciso di interrompere l’ospitalità. Da quel momento, la vita di N.P. è diventata un vero incubo, fatto di assalti notturni e telefonate incessanti. “Ciavattone si presentava davanti al cancello a qualsiasi ora, un vero terrore”, racconta un vicino. E la comunità non ha potuto che assistere impotente.
Le minacce si sono amplificate. Da gennaio 2025, la tensione ha raggiunto il culmine: Ciavattone ha aggredito N.P. al mercato di Curti cercando di rubare documenti dalla sua auto, sfociando in un’azione ancora più violenta quando ha usato una mazza da baseball per fracassare i fanali. Scene da incubo che stanno gettando un’ombra inquietante su un ambiente che fino a quel momento era considerato familiare e sicuro.
“Non è solo la paura per il singolo, ma è un attacco alla famiglia, un punto cruciale per la nostra comunità”, così si esprime N.M., figlio della vittima, dopo aver subito minacce personali. Le tensioni non si placano e si fanno sentire tra le strade di Portico, dove ogni sguardo indagatore sembra nascondere una storia di rancore e vendetta. Il quartiere, con le sue strade anguste e la vita che scorre a ritmo lento, è ora teatro di un dramma che nessuno poteva immaginare.
La decisione della dott.ssa Pasqualina Maria Gaudiano di portare il caso in tribunale è solo un primo passo. La comunità si interroga: come è possibile che un gesto di generosità possa sfociare in tale violenza? È tempo di riflettere sul nostro tessuto sociale e sulla fragilità di quei legami che pensavamo indissolubili. Mentre il processo si avvicina, l’attenzione su Portico di Caserta è destinata a crescere. Gli interrogativi rimangono aperti e, soprattutto, il timore di un’altra spirale di violenza aleggia nell’aria. Cosa succederà ora?