Cronaca
Minacce letali a Castel Volturno: “Toglilo o paghi”, allerta per la comunità.
A Castel Volturno, un semplice post su Facebook ha innescato un putiferio. La denuncia di Alessandro Buffardi, segretario locale del PD, su presunti abusi su minorenni ha attirato attenzione e, purtroppo, intimidazioni. “Ho ricevuto messaggi gravissimi”, ha dichiarato visibilmente scosso. Qui, tra le strade di un quartiere spesso dimenticato, la politica si intreccia con la vita quotidiana.
L’evento in questione era l’inaugurazione di un centro sportivo, un’iniziativa che dovrebbe unire e proteggere la comunità. Tuttavia, nel bel mezzo dei festeggiamenti, alcune studentesse della scuola alberghiera locale sono state dirottate per distribuire materiale elettorale per Angela Cortese, assessora e candidata di Forza Italia. Un gesto che non è passato inosservato, perché coinvolgere giovani in una campagna elettorale non è solo discutibile, è inquietante.
Giuseppe Buompane, coordinatore provinciale del M5S, ha parlato di “scandaloso abuso”. Il sindaco Pasquale Marrandino ha tentato di arginare la polemica: “Ho bloccato immediatamente il volantinaggio”, ha affermato. Ma come chi vive qui sa, è troppo facile minimizzare. Questi episodi alimentano un clima di sfiducia in un territorio già segnato dalla camorra.
Stefano Graziano del PD ha denunciato l’intera vicenda come “un’ennesima strumentalizzazione indecente della destra”. E le minacce a Buffardi, definite “pesanti e intimidatorie”, non fanno che confermare un silenzio che potrebbe costare caro. “Le studentesse meritano scuse e protezione”, ha tuonato Graziano, spronando Buffardi a non arrendersi.
E mentre la Procura di Santa Maria Capua Vetere valuta l’apertura di un fascicolo, il PD prepara una denuncia formale. È il segnale che qui, dove le tensioni politiche e sociali si mescolano, non possiamo girarci dall’altra parte. La campagna elettorale sta scivolando verso lati oscuri, mettendo in pericolo i giovani e il tessuto comunitario. In una realtà come Castel Volturno, ogni azione conta. La domanda è: riusciremo a difendere i nostri diritti senza pagare un prezzo troppo alto?