#GlobeSoccerAwards2025: Il calcio mondiale si accende a Dubai, con l’Italia in prima fila tra stelle e sorprese
I Globe Soccer Awards sono di nuovo al centro dell’attenzione, con le votazioni in corso che promettono di incoronare i campioni del pallone in una cerimonia fissata per il 28 dicembre a Dubai. Come cronista locale che vive e respira il calcio da queste parti, non posso fare a meno di notare come questo evento rifletta non solo l’eccellenza globale, ma anche le dinamiche del nostro territorio, dove il pallone è più di uno sport: è una passione che unisce le strade e i sogni della comunità.
Quest’anno, il Paris Saint-Germain sembra dettare legge, cavalcando il successo della scorsa stagione che li ha visti trionfare in Champions League, campionato e Coppa di Francia. È un dominio che fa riflettere: da un lato, dimostra come le grandi potenze economiche stiano modellando il gioco, attirando talenti da ogni angolo del mondo; dall’altro, qui da noi, ci chiediamo se questo non stia lasciando indietro le realtà più radicate, come i club italiani che lottano per emergere in un contesto sempre più globale. Luis Enrique, con la sua stagione da manuale, è in pole per il titolo di miglior allenatore, mentre Luís Campos mira al riconoscimento come miglior direttore sportivo. Il PSG domina anche nella categoria per il miglior club maschile, con una sfilza di nomi tra i candidati: Hakimi, Kvaratskhelia, Dembélé, Nuno Mendes, Vitinha, Fabián Ruiz, Doué e Donnarumma, quest’ultimo ora al Manchester City. È una lista che sottolinea quanto il calcio sia diventato un affare di migrazioni stellari, e qui nel nostro territorio, dove tanti giovani talenti sognano di fare lo stesso salto, ci domandiamo se le academies locali stiano investendo abbastanza per coltivare le prossime generazioni.
Non manca, però, l’orgoglio italiano in questa edizione: Antonio Conte e Maresca sono in lizza per il premio di miglior allenatore, un segnale che la nostra scuola tecnica resta viva e competitiva, nonostante le sfide economiche e le instabilità dei campionati nazionali. Tra i giocatori, nomi come Donnarumma, Lautaro Martínez e McTominay rappresentano una bridge tra l’Italia e il mondo, ricordandoci come il nostro calcio continui a esportare qualità. Eppure, come qualcuno nel quartiere mi ha confidato durante una chiacchierata al bar, è un po’ frustrante vedere questi talenti brillare altrove, mentre le nostre squadre – Inter, Napoli e Juventus femminile – arrancano per affermarsi a livello continentale. Nella categoria femminile, il Barcellona con Aitana Bonmatí punta al tris, un dominio che fa eco alle disparità nel calcio donne, anche qui da noi, dove le risorse per il settore rimangono limitate.
Accanto ai giganti europei come Mbappé, Vinícius Júnior, Harry Kane e Salah, spicca la giovane stella del Barcellona, Lamine Yamal, tra i contendenti per il miglior giocatore. È un nome che simboleggia il futuro del calcio – fresco, audace e imprevedibile – e qui, tra le vie della Campania, non posso non pensare a come i nostri giovani calciatori debbano ispirarsi a lui per superare le barriere locali, dalle infrastrutture carenti ai percorsi formativi spesso incerti. L’edizione 2025 introduce un premio innovativo per il miglior mental coach, con l’italiana Nicoletta Romanazzi tra i candidati, un’aggiunta che porta un tocco di riflessione: in un mondo dove la pressione psicologica è enorme, valorizzare il benessere mentale potrebbe essere la chiave per un calcio più umano, e magari, chissà, stimolare investimenti anche nelle nostre realtà territoriali.
Come ha ribadito Tommaso Bendoni, fondatore e CEO dei Globe Soccer Awards, Dubai, per il sedicesimo anno, diventerà il centro del calcio mondiale e il palco sul quale celebrare eccellenza, talento e innovazione. Parole che suonano come un invito al cambiamento, ma da un cronista locale come me, abituato a vedere il calcio come specchio della società, emergono domande: come faremo a tradurre quest’eccellenza globale in opportunità concrete per il nostro territorio? Dubai brillerà di luci e trofei, ma qui, tra le partite nei campetti polverosi, il vero premio sarà coltivare quei talenti che potrebbero un giorno calcare quel palco.