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Cronaca

Furti di rame in Costiera, caos in centrale telefonica: tre indagati nel mirino dei carabinieri

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Furti di rame in Costiera, caos in centrale telefonica: tre indagati nel mirino dei carabinieri

In una Napoli vibrante e vivace, dove ogni vicolo racconta una storia, la notizia di un furto clamoroso in piena Costiera Amalfitana ha messo in allerta l’intera comunità. “Non posso credere che accadano ancora queste cose!”, è il grido di un commerciante di Tramonti, visibilmente preoccupato. È stata questa la reazione di molti, dopo che i Carabinieri hanno smascherato una banda di ladri che ha messo in ginocchio le comunicazioni della zona.

In un’area dove la bellezza del paesaggio fa da cornice alla vita quotidiana, il furto di materiali vitali ha provocato un’onda di choc. I militari hanno eseguito ordini di custodia cautelare, puntando il dito su tre uomini che, tra maggio e marzo dell’anno successivo, hanno preso di mira le centrali telefoniche locali. “Erano strategie ben pianificate e non certo atti di pura follia”, ha rivelato un Carabiniere sul campo, tracciando un quadro allarmante.

Quello che è emerso è inquietante. In trecentosessantacinque giorni, questi criminali hanno sottratto 28 testine in plastica, una fetta vitale della rete. “Ogni testina serviva un centinaio di utenze”, spiegano i residenti. Così, in un battito d’ali, 2.800 linee di comunicazione si sono spente, bloccando famiglie, attività commerciali e servizi essenziali. A che prezzo? “La nostra vita qui dipende anche dal telefono. È inaccettabile”, continua il commerciante, con il volto stravolto.

Il costo diretto è di circa 12.000 euro, ma è solo la punta dell’iceberg. Le ripercussioni sono tangibili: nelle piccole realtà come Tramonti, la mancanza di una connessione può tradursi in emergenze lasciate all’ombra, opportunità di lavoro sfumate e un turismo in calo. Tutto questo in una zona già fragile, dove l’isolamento si avverte ad ogni gelo invernale.

Ora, con i tre indagati sotto il monitoraggio forzato, la domanda sorge spontanea: come possiamo difendere meglio le nostre strutture? È giunto il momento per una riflessione collettiva, per chiedere una sorveglianza più attenta nelle periferie. Una comunità non può permettersi di essere vulnerabile, soprattutto in luoghi dove ogni interruzione sa di perdita e mancanza. E se questi furti non fossero casi isolati, ma un campanello d’allarme per tutti noi?

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