Cronaca
Arzano in allerta: ratti infestanti e alberi pericolosi alla scuola Tiberio!
Ad Arzano, la situazione è ormai insostenibile. La scuola primaria Tiberio, cuore pulsante della comunità, è diventata un campo di battaglia tra igiene e sicurezza. I ratti si aggirano pericolosamente, ma questa emergenza non è solo zoologica: è un segnale chiaro dello stato di abbandono in cui versano i nostri spazi educativi. «Non possiamo più tollerare questi rischi per i nostri bambini», dice il consigliere comunale Luigi De Rosa, con un tono che mescola frustrazione e urgenza. E la gente qui, nei vicoli di Arzano, sente il peso di queste parole.
I genitori sono in fermento. Le ansie si trasformano in disperazione ogni mattina, con le porte della scuola che si aprono su un cortile trascurato, dove alberi instabili minacciano di cadere. Non è un quadro da poco: «La convivenza con i roditori mette a rischio la salute dei ragazzi», aggiunge De Rosa, con un movimento della mano che sembra voler scacciare l’aria irrespirabile che avvolge il plesso. La scuola non è solo una struttura: è un rifugio, un luogo di crescita e sereno apprendimento.
Nonostante i fondi stanziati, le promesse di intervento si sono sgonfiate come una bolla di sapone. De Rosa non ha peli sulla lingua: «I lavori di potatura non sono mai stati eseguiti. Qui si rischia di ferire i bambini». Ogni frase è un grido di dolore per una comunità che chiede giustizia. Quanto ancora dovranno aspettare i cittadini di Arzano prima che l’amministrazione si decida a fare qualcosa di concreto? I pupazzi di legno nel cortile sembrano avere più attenzione.
«Non voltate mai più lo sguardo», richiama De Rosa, e le sue parole rimbombano in un silenzio assordante. Ogni promessa non mantenuta è un capitolo di un racconto triste, che si ripete da anni. Arzano non è meno di Napoli, è una parte della grande famiglia campana e merita una scuola degna di questo nome.
«La sicurezza dei bambini non è negoziabile!», tuona De Rosa. Sullo sfondo, il brusio di genitori e insegnanti si mescola al suono del traffico che scorre incessante. Qui non ci si può girare dall’altra parte. Le famiglie chiedono a gran voce un’azione decisa, non più rassicurazioni vuote. È il momento di dare un colpo di reni a una situazione che sembra bloccata.
Le parole del consigliere risuonano come un ritornello familiare: finché la sicurezza non sarà garantita, la lotta dovrà continuare. E mentre la comunità guarda con apprensione al futuro, la domanda resta sospesa nell’aria: cosa farà ora l’amministrazione per rispondere a questo grido di aiuto?