#GiustiziaPerTutti, un caso di segregazione e abusi a Afragola che fa rabbrividire.
La vicenda di una minorenne segregata e imbottita di farmaci in un’abitazione di Afragola è un incubo che dura da mesi, ma grazie all’intervento tempestivo della Polizia Locale, attivata dalla segnalazione della sua insegnante, la ragazzina è stata finalmente liberata. “_Un grido d’aiuto disperato, sussurrato attraverso un contatto esterno, ha spezzato un incubo di segregazione e presunti abusi che si consumava da mesi tra le mura domestiche_” è quanto emerge dalla ricostruzione dei fatti.
La storia è quella di una minorenne costretta a vivere in un ambiente non idoneo, tenuta reclusa e imbottita di farmaci, ma la chiave di volta è stata la prontezza di una professoressa che, dopo ripetuti tentativi di stabilire un contatto, è riuscita a mettersi in contatto con la ragazzina. La minore ha raccontato al telefono “_una storia di abusi subiti in famiglia e la sua condizione di reclusione forzata_”. La docente, sconvolta da quanto appreso, non ha esitato a denunciare il fatto alla Polizia Locale, che ha attivato immediatamente le procedure previste dal “Codice Rosso” per gli interventi in caso di violenza domestica.
Gli agenti, affiancati dagli assistenti sociali, si sono diretti verso l’abitazione, dove hanno trovato porte e finestre ermeticamente sigillate. La minorenne ha risposto con un sussurro agghiacciante: “_Non posso aprire, non ho le chiavi_”. L’accesso è stato possibile solo con l’arrivo del padre, un operaio artigiano, e la scena che si è trovata all’interno ha confermato i timori: la bambina appariva intontita, frastornata, con movimenti rigidi, probabile conseguenza di un ingente quantitativo di farmaci somministrati negli ultimi tempi.
La ragazzina e il suo fratellino più piccolo sono stati collocati in una casa protetta, mentre il padre è stato denunciato a piede libero alla Procura di Napoli Nord. Le indagini sono in pieno svolgimento e nelle prossime ore saranno disposti accertamenti medico-legali sui minori, che verranno ascoltati in audizione protetta con l’ausilio di psicologi specializzati. La Procura è ora focalizzata sulla verifica puntuale delle violenze subite dalla minore, cercando di far luce sui dettagli di questa storia che ha messo a nudo la fragilità e l’orrore che talvolta si nascondono dietro l’uscio di casa. La vicenda di Afragola è un caso che fa riflettere sulla importanza dell’intervento tempestivo e della tutela dei minori, e sulla necessità di non girare la testa dall’altra parte quando si sospettano abusi o violenze in famiglia.
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