#Esplosivi nascosti nel cuore di Barra: un pericolo scampato per i napoletani! #Napoli #BarraSicura #CriminalitàLocale
Nel cuore pulsante e spesso problematico dei quartieri periferici di Napoli, come Barra, si nascondeva un rischio che poteva trasformare una tranquilla giornata in una tragedia. La Polizia Locale, in collaborazione con l’Unità Operativa Investigativa I.A.E.S., ha smascherato un capannone industriale di circa 1.000 metri quadrati, convertito abusivamente in un vero e proprio magazzino del pericolo. Qui, senza un briciolo di rispetto per le norme di sicurezza, erano accatastati esplosivi in quantità da far accapponare la pelle a chiunque conosca le dinamiche instabili di queste zone.
Immaginatevi: un deposito a due passi dalle case dei residenti, privo di qualsiasi certificazione antincendio e di misure di protezione, che custodiva materiali in grado di provocare un disastro su vasta scala. Stiamo parlando di 4.560 fontane pirotecniche a innesco elettrico, 346 bustine di polvere di titanio (73 kg totali), e oltre 1.000 kg di materiale pirotecnico vario, di cui 245 kg di Contenuto Esplosivo Netto (NEC). Come un cronista che vive questi luoghi, mi chiedo: quanti altri depositi come questo sfuggono al controllo, mentre la gente del quartiere va avanti con la sua routine, ignara del pericolo che bussa alla porta?
E non è tutto. Accanto a questa bomba a orologeria, si trovavano migliaia di prodotti elettronici per audio e illuminazione, con marchi che odorano di contraffazione, copiati da grandi aziende internazionali. È una storia che si ripete da anni in periferia, dove l’illegalità si mescola all’economia sommersa, alimentando un giro d’affari che mette a repentaglio la sicurezza di tutti. I responsabili? Una coppia di cittadini cinesi, senza alcuna autorizzazione per maneggiare esplosivi o commerciare merci protette, che ora si trovano a fare i conti con la giustizia.
Denunciati per detenzione e vendita abusiva di materie esplodenti e per commercio di prodotti con segni mendaci, questi individui rappresentano il volto di una criminalità che, qui a Napoli, prospera sfruttando le crepe del sistema. Il sequestro del capannone, degli esplosivi, delle apparecchiature e dell’intera partita di merce contraffatta – ora nelle mani dell’Autorità Giudiziaria per le perizie – è un piccolo passo verso la normalità, ma fa riflettere su quanto siamo esposti. Nei quartieri come Barra, dove la vita quotidiana è già segnata da precarietà e mancanza di servizi, operazioni come questa evidenziano un’urgenza: serve più controllo, più prevenzione, e una comunità più vigile per non cadere preda di chi antepone il profitto alla vita altrui.
Questa storia, purtroppo, non è un’eccezione in una città come Napoli, dove la linea tra sopravvivenza e illegalità è troppo sottile. È un campanello d’allarme per tutti noi che viviamo qui, un invito a non voltare lo sguardo dall’altra parte.