#Napoli, giustizia colpisce duro: 15 arresti e 140 anni di carcere per i nuovi ras della camorra di Pianura
La giustizia ha colpito duro a Napoli, arrestando una nuova generazione di ras e gregari che si contendevano il controllo del narcotraffico e delle estorsioni nella zona di Pianura. Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno portato a 15 condanne e oltre 140 anni di carcere complessivi, segnando un cambiamento significativo nella lotta alla camorra nella città.
Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, ha visto alla sbarra i volti emergenti dei clan Esposito-Marsicano e Carillo-Perfetto, due sigle criminali che si contendevano il monopolio degli affari illeciti con un crescendo di violenza, raid armati e vendette. Il giudice per l’udienza preliminare Fiore ha inflitto pene pesantissime, riservando le più alte ai presunti capi e promotori delle due organizzazioni rivali.
La guerra del quartiere è stata documentata dagli investigatori, che hanno registrato diversi raid nella zona controllata dal clan Carillo-Perfetto, erede dello storico gruppo Pesce, con l’obiettivo di espandere il dominio criminale. La reazione a caldo degli uomini del clan Marsicano è stata pronta, con Emanuele “Manuè” Marsicano che ha frenato i suoi uomini, dicendo: _”Facciamo calmare prima le acque”_.
Le accuse e i collegamenti tra i clan sono stati svelati dalle indagini, che hanno documentato i legami del gruppo Marsicano con il clan Vigilia di Soccavo, in particolare con Emanuele Summa, detto _”‘o Piccone”_, e Rosario Maglione, rispettivamente reggente e braccio destro dell’organizzazione. Le condanne sono state severe, con Emanuele Marsicano condannato a 18 anni di carcere, Christian Titas a 15 anni e 4 mesi, e Luca Battista a 12 anni.
I clan coinvolti sono stati descritti come segue: il clan Esposito-Marsicano, nato come costola del gruppo Esposito, è guidato dalle nuove generazioni della mala di Pianura, con Emanuele “Manuè” Marsicano ritenuto il baby boss del quartiere. Il clan Carillo-Perfetto è storico gruppo della zona, erede diretto della cosca Pesce, con solide radici nei rioni popolari di via Evangelista Torricelli. Il clan Vigilia di Soccavo, attivo nella zona occidentale, fa capo a Emanuele Summa detto _”‘o Piccone”_ e è considerato una delle sigle più temute e meglio organizzate del territorio.
La giustizia ha colpito duro, ma la lotta alla camorra a Napoli è ancora lungi dall’essere vinta. La città deve continuare a lavorare per contrastare la violenza e il crimine, e per costruire un futuro migliore per i suoi cittadini.
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