Caserta, un minorenne propagandista dell’odio antisemita: asce e svastiche nella sua stanza.

Caserta, un minorenne propagandista dell’odio antisemita: asce e svastiche nella sua stanza.

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La scoperta di una rete di odio online che si estende dalle parole d’odio sul web alle armi bianche nascoste in casa è un allarme che non può essere ignorato. A Caserta, un minore di 16 anni è stato collocato in comunità per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, un reato previsto dall’articolo 604 bis del codice penale. “L’incitamento alla violenza sui canali Telegram” è stato il punto di partenza di un’indagine che ha portato alla luce una deriva di radicalizzazione violenta e preoccupante.

Il giovane, amministratore di diversi canali Telegram, ha gestito la diffusione sistematica di contenuti aberranti, inclusi “antisemitismo, negazionismo della Shoah e incitamento esplicito alla discriminazione”. Le chat, monitorate con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, erano un crogiolo di odio e violenza, con appelli diretti all’azione contro persone di religione ebraica e organizzazione di “spedizioni punitive” contro coetanei “di colore”.

La gravità del gesto non risiede solo nella propaganda, ma nella connessione tra l’odio online e la minaccia fisica. Il 16enne era già finito nel mirino degli investigatori la scorsa estate, quando una perquisizione aveva portato al rinvenimento di materiale che conferma la pericolosità dell’ideologia abbracciata dal giovane: “coltelli, asce e numerosi disegni riproducenti svastiche e altri simboli nazisti”. Il provvedimento di collocamento in comunità si è reso necessario per interrompere questa escalation, che salda la propaganda virtuale all’inquietante possesso di armi reali, evidenziando il rischio concreto che gli appelli alla violenza potessero tradursi in fatti.

La comunità locale deve essere consapevole del pericolo che si nasconde dietro le parole d’odio online e delle armi bianche nascoste in casa. “La propagativa e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale” non possono essere tollerate e devono essere affrontate con fermezza e decisione. La radicalizzazione violenta non può essere ignorata e deve essere combattuta con ogni mezzo possibile. La sicurezza della comunità locale dipende dalla nostra capacità di riconoscere e affrontare i pericoli che si nascondono tra di noi.

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