RIPJamesSenese, il sax napoletano si è spento, lasciando un vuoto nella musica e nel cuore di Napoli.
La notizia della scomparsa di James Senese, leggenda del sax napoletano e fondatore dei Napoli Centrale, ha scosso la città di Napoli e il mondo della musica. L’artista, 79 anni, era ricoverato da oltre un mese nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli dopo essere stato colpito da una grave crisi respiratoria. “È una grave perdita per tutta la comunità”, ha dichiarato il direttore generale del Cardarelli, Antonio D’Amore, esprimendo profondo cordoglio per la scomparsa del musicista.
Senese era giunto al pronto soccorso del Cardarelli lo scorso 24 settembre, e da allora le sue condizioni erano apparse molto critiche. I medici dell’ospedale hanno fatto ogni sforzo per garantire le migliori cure e gestire l’infezione polmonare e le altre patologie da cui era affetto, ma “nonostante il quadro clinico estremamente complesso”, il suo cuore si è fermato per un arresto cardiaco dopo 35 giorni di degenza.
La morte di James Senese segna la fine di un’era per la musica napoletana, che perde uno dei suoi volti più autentici e profondi. Il suo stile unico, che fondeva il jazz afroamericano con le sonorità del Mediterraneo, la rabbia del popolo con la poesia della città, non sarà più ascoltato dal vivo. I funerali si terranno domani, giovedì 30 ottobre, nella parrocchia di Santa Maria dell’Arco, a Miano, il quartiere dove l’artista è cresciuto e ha vissuto per tutta la vita.
Il quartiere di Miano sarà invaso da centinaia di fan, amici, colleghi e semplici cittadini, che porteranno il loro omaggio a un uomo che ha fatto della musica uno strumento di libertà e verità. “James apparteneva a tutti”, raccontano gli abitanti del quartiere, “quando suonava, sembrava parlare a ognuno di noi”.
Tra i tanti messaggi di affetto e dolore, spicca quello di Nino D’Angelo, che ha ricordato Senese come “un genio vero”. D’Angelo ha condiviso aneddoti sulla sua collaborazione con Senese nel brano “Vivere e’ muri”, contenuto nell’album “Il poeta che non sa parlare”. “Volevo un sax che piangesse”, ricorda D’Angelo, “e pensai subito a lui”. La stima di D’Angelo per Senese è palpabile: “James non può stare in una classifica, fa un altro campionato. È un napoletano americano che suona il sax, nel suo suono c’è un’anima diversa, unica, inimitabile. Per me è il Miles Davis di Napoli”.
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