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Ercolano, ferito un minorenne mentre difende il fratello: indagini in corso su padre e figlio

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Una notte da incubo a Ercolano: un ragazzo di diciassette anni è stato aggredito e accoltellato in una paninoteca, tra paure e caos. Un episodio che sembra un frammento di un film d’azione, ma che evidenzia il crescente clima di violenza tra i giovani del territorio. L’attacco, avvenuto domenica sera, non è isolato, ma il risultato di tensioni accumulate, partite da una banale lite tra adolescenti.

Il tutto inizia venerdì, quando una discussione tra il fratello della vittima e un coetaneo di 14 anni fa scattare la scintilla. Il maggiorenne, intervenendo per difendere il fratellino, non immagina che quel gesto pacificatore si trasformerà in una vendetta due giorni dopo. Domenica sera, intorno alle 23:30, il giovane viene avvistato mentre è in sella al suo scooter. Alcuni individui, tra cui il quattordicenne della disputa, lanciando il mezzo contro un altro veicolo, iniziano una caccia spietata.

Secondo quanto emerge dalla prima ricostruzione, la vittima cerca rifugio in una paninoteca, ma lì gli aggressori lo raggiungono. “Ho sentito urla e poi il caos”, racconta un testimone presente. Dentro, la situazione precipita: calci, pugni e una lama. Il ragazzo, accoltellato, viene trasportato d’urgenza all’ospedale “Maresca” di Torre del Greco. Fortunatamente, l’aggressione non ha avuto esiti fatali e il giovane è giudicato guaribile in quindici giorni.

La reazione delle autorità non si è fatta attendere. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, sottolineando la tolleranza zero nei confronti della violenza. “Non saranno tollerate zone d’ombra o impunità,” ha avvertito.

“È inaccettabile che episodi così gravi si ripetano nella nostra città,” ha dichiarato la sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia, promettendo un impegno nella promozione della cultura della legalità. Anche l’ex sindaco Ciro Buonajuto si è espresso, chiedendo misure che possano offrire nuove opportunità ai giovani e contrastare la violenza con azioni concrete nel sociale.

Intanto, il quartiere resta inquieto, e la tensione è palpabile. La domanda, ora, rimane aperta: come fermare questa spirale di violenza che sta colpendo così duramente i giovani del Vesuviano?